DENUNCIA BOMBA DI TAORMINA SU CONTE E SPERANZA: “DEVONO RISPONDERE!”

Nel silenzio assordante dei grandi media nazionali, si sta consumando uno dei capitoli più drammatici e potenzialmente devastanti della storia giudiziaria e politica italiana recente. L’apparente calma che ha avvolto il post-pandemia, fatta di tentativi di ritorno alla normalità e di rimozione collettiva del trauma, è stata improvvisamente squarciata da un atto legale che promette di far tremare le fondamenta stesse della Repubblica. Carlo Taormina, uno dei penalisti più noti e combattivi del foro italiano, ha depositato una denuncia formale e circostanziata contro l’ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, l’ex Ministro della Salute Roberto Speranza e l’intero Comitato Tecnico Scientifico (CTS). Le accuse non lasciano spazio a interpretazioni benevole: si parla di epidemia colposa, omicidio plurimo colposo, lesioni gravissime e omissione di atti d’ufficio.

Non siamo di fronte alle solite schermaglie politiche da talk show o alle teorie complottiste che popolano il web. Siamo di fronte a un atto giuridico pesante, depositato presso la Procura della Repubblica di Roma, che mira a scardinare la narrazione ufficiale della gestione pandemica. Secondo Taormina, quella che è stata venduta agli italiani come una “guerra inevitabile” contro un nemico invisibile sarebbe stata, in realtà, una catastrofe gestita con negligenza criminale, ritardi inammissibili e decisioni consapevolmente errate che avrebbero costato la vita a migliaia di persone.

Il Cuore dell’Accusa: La Consapevolezza e l’Inazione

Il nucleo centrale della denuncia di Taormina risiede nella cronologia degli eventi. L’avvocato sostiene, documenti alla mano, che il governo italiano fosse pienamente consapevole della gravità della minaccia virale ben prima che l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiarasse l’emergenza globale il 31 gennaio 2020. Invece di agire tempestivamente per blindare i confini, tracciare i contagi e preparare le strutture sanitarie, si scelse la via della rassicurazione mediatica e della sottovalutazione.

La denuncia punta il dito contro il mancato aggiornamento e la mancata applicazione del Piano Pandemico Nazionale. Un documento cruciale, fermo al 2006, che se attivato avrebbe potuto fornire linee guida chiare e salvare vite umane. Invece, secondo l’accusa, il piano è stato ignorato, lasciato a prendere polvere nei cassetti ministeriali, mentre il virus iniziava a diffondersi indisturbato in Lombardia e nel resto del Paese. Conte e Speranza, secondo Taormina, avrebbero abdicato al loro ruolo di garanti della salute pubblica, permettendo che l’Italia diventasse l’epicentro mondiale del contagio. Le immagini dei camion militari a Bergamo, che portavano via le bare perché i cimiteri erano al collasso, non sarebbero dunque frutto del destino cinico e baro, ma la diretta conseguenza di scelte politiche e amministrative scellerate.

La Gestione “Criminale” e le Menzogne Istituzionali

L’atto d’accusa non si ferma ai ritardi iniziali. Taormina entra nel merito della gestione quotidiana dell’emergenza, definendola un incubo di imposizioni e menzogne. Si contesta la gestione delle mascherine, inizialmente dichiarate inutili solo perché non disponibili, per poi diventare obbligatorie anche all’aperto. Si contestano i protocolli sanitari, in particolare la vigile attesa e la tachipirina, che secondo molti esperti avrebbero lasciato i pazienti senza cure adeguate nelle prime fasi della malattia, portando a un sovraffollamento letale delle terapie intensive.

Ma è sul fronte delle libertà civili e della campagna vaccinale che la denuncia si fa ancora più dura. Taormina accusa il governo Conte bis di aver utilizzato la paura come strumento di controllo sociale, imponendo lockdown devastanti per l’economia e la psiche degli italiani, senza una reale base scientifica che ne giustificasse la durata e le modalità. Inoltre, viene sollevata la questione spinosa dell’obbligo vaccinale e del Green Pass. L’avvocato sostiene che il governo abbia imposto un siero sperimentale, promettendo un’immunità che si è poi rivelata fallace, esponendo la popolazione a rischi di effetti avversi che sono stati sistematicamente minimizzati o nascosti. La discriminazione subita da chi ha scelto di non vaccinarsi, escluso dalla vita sociale, lavorativa e scolastica, viene descritta come una violazione dei diritti umani senza precedenti in un paese democratico.

La Svolta della Cassazione: Perché Ora è Diverso

Molti potrebbero obiettare che simili denunce sono già state presentate in passato e archiviate. Ed è qui che la situazione attuale differisce sostanzialmente dal 2020 o dal 2021. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, è intervenuta recentemente ribaltando una precedente decisione del Tribunale dei Ministri che aveva archiviato le posizioni degli indagati. La Suprema Corte ha stabilito che le motivazioni di quell’archiviazione erano giuridicamente errate, riconoscendo di fatto che le questioni sollevate meritano un approfondimento investigativo vero e proprio.

Questa pronuncia riapre i giochi. Non si tratta più di opinioni, ma di procedibilità penale. La Procura di Roma è ora chiamata a valutare i fatti con una nuova lente, libera forse dalle pressioni dell’emergenza in corso. Se anche solo una parte delle accuse venisse confermata, ci troveremmo di fronte al più grande scandalo istituzionale della storia repubblicana. I reati ipotizzati prevedono pene severissime e, soprattutto, la caduta totale della credibilità di un’intera classe politica e dirigenziale.

La Responsabilità del Comitato Tecnico Scientifico

Un capitolo a parte merita il ruolo degli scienziati, o presunti tali, che hanno affiancato il governo. Nella denuncia, i membri del CTS non sono considerati semplici consulenti, ma corresponsabili a pieno titolo. Hanno validato decisioni politiche fornendo una patina di scientificità spesso contraddittoria; hanno suggerito misure che si sono rivelate inefficaci o dannose; hanno contribuito a creare quel clima di terrore mediatico che ha paralizzato il Paese. Taormina li accusa di aver tradito il metodo scientifico per servire una narrazione di potere, avallando scelte che non avevano riscontri nelle evidenze mediche ma servivano a coprire le carenze strutturali del sistema sanitario.

Conclusione: La Richiesta di Giustizia

Quello che Carlo Taormina ha avviato non è solo un procedimento legale, è una battaglia per la memoria e la verità. Mentre i protagonisti di quella stagione continuano a sedere in Parlamento, a scrivere libri auto-assolutori e a dare lezioni di etica in televisione, le famiglie delle vittime e coloro che hanno subito danni irreversibili dalle politiche sanitarie attendono ancora risposte.

L’Italia ha bisogno di sapere se i suoi morti si potevano evitare. Ha bisogno di sapere se la distruzione del tessuto economico e sociale è stata necessaria o frutto di incompetenza e dolo. La magistratura ha ora l’occasione, e il dovere, di andare fino in fondo, senza guardare in faccia a nessuno. Perché se la legge è davvero uguale per tutti, allora anche un Presidente del Consiglio e un Ministro della Salute devono rispondere delle loro azioni quando queste comportano sofferenza e morte. La denuncia è depositata, il vaso di Pandora è scoperchiato: ora tocca ai giudici scrivere la parola fine su questa tragica storia, stabilendo se siamo stati vittime di un virus o delle decisioni di chi doveva proteggerci.

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