Nel clima incandescente della politica italiana attuale, il programma “Otto e Mezzo” su La7 – spesso definito la “roccaforte” dell’opposizione – è tornato al centro dell’attenzione. Tuttavia, invece del solito copione di “processo” al governo, il pubblico ha assistito a un ribaltamento spettacolare. Lilli Gruber, la veterana conduttrice, con la sua domanda intrisa di ironia: “Giorgia Meloni può stare serena?”, ha ricevuto una risposta lapidaria e pesante da Italo Bocchino, costringendo l’intero studio a fare i conti con la realtà.

Il Palcoscenico della “Delegittimazione” e l’Eroe Solitario
Per comprendere appieno questo confronto, bisogna guardare in faccia la natura odierna di “Otto e Mezzo”. Molti osservatori, e lo stesso Bocchino, non hanno esitato a definirlo un programma di “approfondimento della delegittimazione” del governo piuttosto che di analisi politica oggettiva. L’obiettivo sembra essere sempre quello di erodere la credibilità del Premier Meloni.
Ciò che sorprende ancor di più è l’assenza totale di politici di centrodestra in carica sulle frequenze di La7. Secondo una fonte interna, un politico di centrodestra, i partiti della coalizione di governo avrebbero tacitamente imposto un “divieto” ai propri membri di apparire su questo canale. La ragione è semplice ma amara: perché partecipare a un gioco in cui le regole sono truccate per farti perdere? Questo politico ha rivelato di aver dovuto rifiutare l’invito di Giovanni Floris – un’occasione d’oro per la visibilità – semplicemente perché il suo partito “non era d’accordo”.
È qui che Italo Bocchino diventa il “guerriero solitario”. Come giornalista e direttore del Secolo d’Italia, non è vincolato da alcun partito. Si è auto-attribuito il ruolo di unico difensore del centrodestra sulla TV ostile, pronto a entrare nella “tana del lupo” senza dover chiedere il permesso a nessuno.
Il “Contrattacco” a Suon di Numeri
Tornando alla domanda della Gruber sulle preoccupazioni della Meloni post-regionali. Mentre l’opposizione e i media di sinistra festeggiavano ipotizzando il crollo del governo, Bocchino ha gettato una doccia fredda su quell’euforia con analisi taglienti.
Ha ammesso che le elezioni regionali sono spesso un “incubo” per i governi in carica. La storia lo dimostra. Tuttavia, Bocchino ha sottolineato che il calo non riguarda solo la destra. Ha fatto un paragone intelligente: 5 anni fa, la coalizione di destra aveva il 60% in alcune regioni, ora è sotto il 40%. Ma anche la sinistra (PD e 5 Stelle) in Campania aveva l’80%, e ora è al 60%. Il calo è una tendenza generale, non il crollo specifico della Meloni.

Ma il vero punto di svolta – il “knock-out” della serata – è arrivato quando Bocchino ha citato i dati dello stesso sondaggio di La7 (realizzato da Enrico Mentana).
Mentre critici come Andrea Scanzi dichiaravano con foga che il governo “scricchiola”, i numeri reali raccontano tutt’altra storia. Dopo 3 anni di governo – un periodo che solitamente logora il consenso – Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni non solo non scende, ma cresce! Dal 25-26% delle elezioni 2022, il partito ha ora toccato quota 31,6%, guadagnando un ulteriore 0,3% nell’ultimo rilevamento.
Il Paradosso del Potere
Questo è un fenomeno politico raro, se non senza precedenti nella storia recente. Normalmente, dopo 3 anni, l’usura del potere fa perdere al partito di governo circa il 6% dei consensi. Meloni ha fatto l’opposto: ha guadagnato il 6%.
Ciò significa che la Meloni ha attratto tra i 2,5 e i 3 milioni di nuovi elettori dal suo insediamento. 3 milioni di italiani sono passati dallo scetticismo o neutralità al sostegno per lei. Questi sono numeri che parlano chiaro, distruggendo ogni narrazione secondo cui il governo sta perdendo il favore popolare.
La Strategia dell'”Elogio” a Elly Schlein
Non limitandosi a difendere la Meloni, Bocchino ha mostrato grande astuzia riservando parole di “elogio” velato per Elly Schlein – leader del PD. Sostiene che il rafforzamento della Schlein dopo le regionali sia… una buona notizia per il centrodestra. Perché? Perché quanto più la Schlein sposta la coalizione verso la sinistra radicale e definisce un sistema bipolare, tanto più gli elettori moderati tenderanno verso la Meloni. La “vittoria” della Schlein, secondo Bocchino, sta in realtà consolidando la posizione della sua avversaria.
Conclusione
La trasmissione si è conclusa non con l’immagine di un governo tremolante, ma con l’evidenza dell’impasse dei tentativi mediatici di abbatterlo. Per quanto programmi come “Otto e Mezzo” cerchino di girare la narrazione in negativo, la realtà rimane il muro più solido.
Come affermato infine da Bocchino: La Meloni può assolutamente “stare serena”. Perché finché l’opposizione sarà impegnata in campagne di delegittimazione invece di guardare alla realtà, Giorgia Meloni continuerà ad aumentare il distacco e a consolidare il suo potere. Una verità amara per i critici, ma una buona notizia per chi crede nella stabilità dell’Italia attuale.
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