ROMA – Un’atmosfera gelida, quasi spettrale, ha avvolto ieri sera lo studio di È sempre cartabianca su Rete 4. Non per un guasto tecnico, né per notizie di guerra, ma a causa di uno scontro frontale e spietato tra il potere politico e quello della risata. Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con il suo caratteristico piglio d’acciaio, si è resa protagonista di una replica che ha ridotto al silenzio il veterano della comicità Enzo Iacchetti, creando un momento televisivo che sarà probabilmente ricordato per anni.

Quando la risata diventa un’arma contundente
Tutto è iniziato quando Enzo Iacchetti, volto storico di Striscia la Notizia, è apparso in collegamento dalla sua abitazione. Data la caratura dell’artista, il pubblico si aspettava una satira leggera, o almeno delle battute pungenti sulla situazione del Paese. Tuttavia, il copione è deragliato fin dai primi minuti.
Invece di battute di spirito, Iacchetti ha aperto con un attacco frontale al Premier Meloni. Abbandonando le metafore, l’ha accusata di vivere in un “mondo parallelo”, troppo impegnata su quelle che ha definito “passerelle internazionali” – un chiaro riferimento ai vertici diplomatici – per accorgersi degli italiani che lottano con la realtà quotidiana. Il tono di Iacchetti non aveva l’aria di chi racconta una barzelletta, ma piuttosto quella di un critico politico feroce che sfoga la propria rabbia.
Ha dipinto il ritratto di una leader distante dal popolo, una persona che conosce solo la propaganda e dimentica la realtà dei fatti. Un monologo pensato per far ridere, o forse riflettere, ma che mancava dell’ingrediente più importante: l’umorismo. E proprio questa mancanza ha aperto la strada a un contropiede devastante.
Il contrattacco “glaciale” di Giorgia Meloni
Seduta in studio, Giorgia Meloni ha ascoltato. Non ha interrotto, non ha mostrato rabbia in modo scomposto. Il suo volto ha mantenuto una calma inquietante, con gli occhi fissi sullo schermo dove Iacchetti continuava il suo monologo.
Quando è arrivato il suo turno, la Meloni non ha avuto bisogno di alzare la voce. Ha chiesto la parola e ha iniziato a smontare le accuse una per una con meticolosità. Ma ciò che ha scioccato il pubblico non sono state le argomentazioni politiche, bensì il colpo di grazia emotivo.
“Non fai ridere, fai pena” – ha sentenziato la Meloni.

La frase è stata pronunciata con un volume controllato, senza urla, ma il suo peso è stato come un macigno che ha schiacciato l’atmosfera nello studio. Non era solo una smentita politica; era un’umiliazione professionale rivolta a un comico. La Meloni ha privato Iacchetti della sua arma più grande – la comicità – e gli ha restituito pietà. Ha insinuato che il tentativo di attaccarla non solo era fallito sul piano logico, ma era miseramente naufragato su quello artistico.
Un silenzio “assordante”
Ciò che è accaduto dopo rappresenta l’apice della drammaticità. Nei talk show italiani, si è abituati a vedere le parti sovrapporsi, a sentire urla e caos. Ma dopo la frase della Meloni, è calato il silenzio.
Enzo Iacchetti, famoso per la sua prontezza di spirito, è rimasto completamente pietrificato sullo schermo. Nessuna risposta. Nessun sorriso di circostanza. Il suo volto esprimeva sbigottimento, come se non credesse a ciò che aveva appena sentito. Era stato disarmato proprio sul terreno della comunicazione.
Ancora più notevole è stata la reazione della conduttrice veterana Bianca Berlinguer, che, solitamente pronta a intervenire, questa volta è rimasta in silenzio, lasciando che la tensione riempisse lo studio.